Episodio 27: La Divina Commedia

Livello: B1-B2

In questo episodio vi racconto in breve un’opera letteraria molto importante per gli italiani: La Divina Commedia di Dante Alighieri. Sapete che quest’opera ha avuto un ruolo molto importante nella nascita dell’italiano moderno, la lingua che state studiando in questo momento ? Vi spiego perché e vi racconto anche perché per qualcuno quest’opera è invece un vero incubo.


Trascrizione

“Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura”. Ciao a tutti. Oggi parliamo di un’opera della letteratura italiana così importante che dovete assolutamente conoscerla: la Divina Commedia di Dante Alighieri, o per gli amici, semplicemente Dante. Scherzi a parte, questo poeta del 1300 è così importante e unico nella cultura italiana che spesso si parla di lui usando solo il suo nome di battesimo, senza il cognome. È un po’ come Cher o Madonna. Nessuno le chiama mai con il loro nome intero o con il loro vero nome. Ecco, Dante è un po’ come una star, non della musica pop, ma della letteratura italiana.
La frase con cui ho aperto questo episodio – “Nel mezzo del cammin di nostra vita, mi ritrovai per una selva oscura” – è il primissimo verso della Divina Commedia. Tutti noi italiani conosciamo i primi versi a memoria, perché studiamo la Divina Commedia per tre anni alle scuole superiori. Per alcuni è un vero incubo, perché Dante, che è considerato il padre della lingua italiana (e fra poco vi dirò anche perché), scriveva comunque in un italiano molto diverso rispetto a quello che parliamo oggi. Oltretutto, non era di certo l’italiano parlato da una simpatica signora medioevale che ha una piacevole conversazione col suo panettiere. No, era anche scritto in stile poetico. Immagino che anche voi avrete avuto problemi a capire cosa volessero dire alcuni poeti nel vostro paese quando studiavate le loro poesie a scuola. Quando perciò anche noi dovevamo leggere quei versi, tradurli in italiano moderno e poi cercare anche di capire qual era il vero significato, ci veniva voglia di strapparci i capelli. A volte anche a me che allora avevo ancora i capelli. Oggi potrei al massimo strapparmi la barba.
Le frasi che si sentivano più spesso all’esame finale dell’ultimo anno di liceo erano: “Spero che il professore non mi chieda Dante”, “E se poi mi chiede Dante ?”. Dante terrorizzava gli studenti più di un serial killer.

Trascrizione completa dell’episodio

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Esercizi e Flashcard

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